venerdì 30 agosto 2013

AIDA – GIUSEPPE VERDI, RIEVOCAZIONE 1913 – ARENA DI VERONA, giovedì 29 agosto 2013, ore 21,00

In cento anni di onorata storia la città di Verona si è guadagnata un posto di primissimo piano nel panorama musicale internazionale. Cantanti, registi e direttori d’orchestra da tutto il mondo hanno dato il loro apporto a far sì che il Festival Lirico dell' Arena  divenisse quel  grande orgoglio nazionale che è oggi e che ci auguriamo sarà ancora per tantissimi anni. Sono tanti i modi in cui la Fondazione Arena sta festeggiando questo importante traguardo temporale. Molteplici le manifestazioni, le mostre e le serate speciali dedicate alle celebrazioni di questo longevo appuntamento musicale, che quest’anno si sposa perfettamente con le ormai avviatissime celebrazioni in onore di Verdi e Wagner.


Sarà per l’enormità del suo palcoscenico e la conseguente possibilità di sbizzarrirsi con idee registiche e sceniche, o per l’atmosfera suggestiva che si viene a creare di notte all’aperto, consone alle ambientazioni della storia narrata; fatto sta che l'Aida di Giuseppe Verdi inaugurò una lunga avventura quel lontano 1913 grazie alla felice intuizione del tenore Giovanni Zenatello, ed ormai è un punto saldo nel calendario del Festival di cui è divenuto il  simbolo per eccellenza. 

Le sfingi tratte dalle scene fanno spesso da cornice ai concerti lirici eseguiti nell'anfiteatro, e l’opera ambientata nell’antico Egitto è stata applaudita in Arena per ben 53 volte, seguita soltanto da Carmen e Nabucco. Così, ad affiancare la nuova produzione de La Fura dels Baus siglata 2013, non poteva mancare l' edizione assolutamente tradizionale del colosso verdiano, quella che rievoca la prima assoluta e che già è nota al pubblico di melomani areniani da diversi anni.

Allestimento possente quello della rievocazione del 1913, targato Gianfranco de Bosio, che risponde a pieno a ciò che ci si aspetta di vedere per una storia ambientata nell' Egitto dei Faraoni. Il palazzo reale, le sfingi,  i palmizi, i costumi opulenti e perfettamente in stile. Tutto così suggestivo da suscitare, ancora oggi, gli applausi del pubblico ad ogni cambio di scena. Non mancano animali veri sul palco e tutto ciò che rende spettacolare e sempre apprezzato uno spettacolo di livello cinematografico, come spesso è stato sottolineato.

Tanta qualità visiva è stata premiata anche da altrettanto valore artistico e musicale offerto dagli interpreti della serata.

Se Aida è una principessa/schiava nella storia, la sua interprete è una Regina, tanto per interpretazione quanto per esecuzione vocale. Un ruolo che la straordinaria Fiorenza Cedolins ha fatto suo al cento per cento: in ottima forma, il soprano può contare su una pienezza timbrica unita ad una celestialità nel canto, che forte di un incedere autorevole ed elegante, nobilita uno dei personaggi più amati nella storia delle opere verdiane.

Carlo Ventre è un Radames di cuore e passione. Il suo ruolo è sviluppato con molto carattere ed impetuosità, il che si riflette anche nell’irruente esecuzione canora, molto apprezzabile per la potenza del suo strumento, pur se in qualche passaggio il suono si sporca leggermente.

Molto brava e ‘nel ruolo’ Violeta Urmana. La sua Amneris è forte, espressiva, e con la sua voce imponente e sicura offre una figlia del faraone di spessore e qualità.
Il re etiope Amonasro è un grande Alberto Mastromarino. L'interprete impersona con sensibilità e vera sofferenza il ruolo di genitore e re di un popolo afflitto, coadiuvato da notevole presenza scenica e voce rotonda da baritono pieno.

Discreti senza troppo colpire il Re egiziano di Carlo Cigni, e Orlin Anastassov, un Ramfis non troppo convincente, la cui voce tende a scomparire nei toni più squisitamente gravi.
Completano il cast la brava sacerdotessa, Antonella Trevisan e un messaggero, Antonello Ceron.

Deliziosi i balletti del corpo di ballo areniano con i bravissimi primi ballerini Alessia Gelmetti, Evghenij Kurtsev, Antonio Russo,  Amaya Ugarteche esaltati dalle coreografie di Susanna Egri. Buona la prestazione del Coro dell’Arena di Verona preparato da Armando Tasso.

L’orchestra dell’Arena di Verona è stata diretta ancora una volta dal Maestro Daniel Oren. Il binomio Aida – Oren è ormai un evergreen del Festival, tante sono le volte che il direttore ha condotto dal podio l'opera, sempre con la sua particolare verve: saltando su se stesso, quasi ‘ballando’ sulla sua postazione, con gesti molto ampi, perfino incitando oralmente i musicisti nei passaggi più complessi.

Applausi copiosi per tutti i protagonisti, con ovazioni per la Signora Cedolins ed il Maestro Oren.
Un altro successo pieno per la Fondazione Arena nel centenario dalla nascita del suo splendido Festival.

MTG

LA PRODUZIONE

Direttore d'orchestra
Daniel Oren
Regia
Gianfranco de Bosio
Coreografia
Susanna Egri
Direttore del coro                    Armando Tasso

GLI INTERPRETI

Il Re
Carlo Cigni
Amneris
Violeta Urmana
Aida
Fiorenza Cedolins
Radames
Carlo Ventre
Ramfis
Orlin Anastassov
Amonasro
Alberto Mastromarino
Sacerdotessa
Antonella Trevisan
Un messaggero
Antonello Ceron
Prima ballerina                        Alessia Gelmetti     
Primi ballerini                          Evghenij Kurtsev, Antonio Russo
Prima ballerina                        Amaya Ugarteche


ORCHESTRA, CORO, CORPO DI BALLO E TECNICI DELL’ARENA DI VERONA




Foto Ennevi