lunedì 28 gennaio 2013

CONCERTO – PREMIO VERONA LIRICA A HUI HE, TEATRO FILARMONICO DI VERONA, DOMENICA 27 GENNAIO 2013, ORE 16,30


Con Leo An,  Seung Pil Choi, Antonello Ceron e alla chitarra classica Fabio Spruzzola e Renato Samuelli.

Quarto appuntamento con l’associazione Verona Lirica al Filarmonico di Verona. Una serata speciale organizzata per premiare in particolar modo un’artista che ha reso grandi le sere in Arena con le sue magistrali interpretazioni di Aida, dalla fama mondiale e che vanta grandi meriti artistici: il soprano cinese Hui He.

Oltre a ricevere il meritato premio si è anche esibita in diverse arie che hanno messo in risalto la sua voce corposa, calda e piena, dal volume incredibile. Dalla Manon Lescaut di Puccini l’aria ‘Sola, perduta e abbandonata’, intensa e sentitamente interpretata; da La forza del destino di Verdi ‘Pace, pace mio Dio’; ‘Ebben ne andrò lontana’ dalla Wally di Catalani, ed un brano tradizionale cantato nella sua lingua madre che tradotto si intitola ‘Quanto è bella la mia patria’. Inoltre a conclusione di serata, anche se stanca ha voluto generosamente dedicare anche un bis al suo amato pubblico: ‘Mercè, dilette amiche’ dai Vespri Siciliani di Verdi, mai eseguita da lei fin ora. Insomma una donna straordinaria che ha dimostrato di possedere cuore e bravura che meritano tanto successo e affetto.

A farle compagnia in questo concerto speciale tre interpreti maschili che si sono alternati sul palco: il basso Seung Pil Choi , il baritono Leo An, ed il tenore Antonello Ceron. Pil Choi è stato recentemente applaudito nel Macbeth proprio al Filarmonico, e dunque ha proposto dall’opera l’aria ‘Come dal ciel precipita’, a seguire ‘O tu Palermo’, dai Vespri Siciliani, il duetto del Rigoletto verdiano col baritono Leo AnQuel vecchio maledivami’, e la struggente aria ‘Ella giammai m’amò’ dal Don Carlo, sempre di Verdi. Il migliore tra gli interpreti maschili del concerto, ha una voce ben protesa verso il basso che tende addirittura al cavernoso quando l’artista preme sulla gola per enfatizzare il suo timbro naturale.
Il baritono Leo An ha eseguito da solo tutte arie verdiane: ‘Di Provenza il mar, il suol’ dalla Traviata, ‘Eri tu che macchiavi’ da Un ballo in maschera, oltre al suddetto duetto da Rigoletto. Dotato di un timbro vocale tra il baritono ed il tenore, ha un bel colore ed ha dato molto all’interpretazione, calcando forse eccessivamente in certi punti.

Tanto Verdi anche per il tenore Antonello Ceron. Arie da Otello e da La forza del destino, in duetto con Leo An, nonché da Andrea Chenier di Giordano ‘Sì, fui soldato’, ed un omaggio alla canzone napoletana con ‘Dicitencello vuie’. Il tenore ha uno strumento potente certamente, ma pecca leggermente nella resa, che tende ad essere troppo spinta e talvolta non in linea con quanto in esecuzione.
I chitarristi Fabio Spruzzola e Renato Samuelli infine hanno offerto brani della tradizione spagnola: da Miguel Llobet, a Isaac Albéniz, la celebre ‘Asturias’, al grande Garcia Lorca.
Come sempre accompagnati al piano dalla grande competenza del Maestro Patrizia Quarta, con le simpatiche e puntuali introduzioni ai brani di Davide da Como. Premiati anche gli altri artisti della serata per la partecipazione, i soci dell’associazione potranno tornare al Filarmonico per un altro bel pomeriggio musicale a fine febbraio.
MTG